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BELLEZZA INTERIORE E BELLEZZA ESTERIORE Yoga tra Oriente e Occidente

International Yoga Day 2022. 

Nel Simposio Platone racconta del memorabile elogio di Socrate che Alcibiade fece durante una festa tra amici a casa di Agatone. Il bellissimo giovane, innamorato del saggio ateniese, narrò del gran rifiuto di quest’ultimo alle sue esplicite avances amorose.
Mio caro Alcibiade – si era sentito rispondere dal filosofo – se quel che tu dici sul mio conto è vero, se ho davvero il potere di renderti migliore, devo dire che ci sai proprio fare. Tu vedi senza dubbio in me una bellezza fuori del comune e ben differente dalla tua. Se l’aver visto questo ti spinge a legarti a me e a scambiare bellezza con bellezza, il guadagno che tu pensi di fare alle mie spalle non è affatto piccolo. Tu non vuoi più possedere l’apparenza della bellezza, ma la bellezza reale, e quindi sogni di scambiare – non c’è dubbio – il bronzo con l’oro”.
Socrate era bruttissimo, eppure possedeva un fascino irresistibile. Alcibiade lo paragona a una statuetta del satiro Sileno: chi riesce a non farsi fuorviare dall’aspetto esteriore e apre il manufatto scopre, dentro, un’immagine divina.
Il bronzo della bellezza esteriore non va denigrato, ma ciò che fa innamorare, ciò che appassiona, entusiasma, motiva, è l’oro della bellezza interiore.
La conclusione a cui arriva Platone è condivisa anche dalla filosofia dello yoga per la quale la bellezza esteriore è sempre una conseguenza del grado di qualità interiore raggiunto.

Lo yoga insegna come conquistare la propria interiorità, come far fiorire le qualità dell’anima.
Quando questa conquista avviene, o quando almeno ci si avvicina alla perfezione, la luce che traspare dagli occhi, il profumo che si emana, la pace che si trasmette, l’amore che si diffonde intorno trasfigurano l’intera persona conferendole bellezza e fascino duraturi. C’è dunque una bellezza che sfiorisce con il tempo, e una bellezza che con il tempo si accresce e si esalta.
Sta a ciascuno scegliere su quale delle due investire la propria energia. La società in cui viviamo oggi, forse come nessun’altra nella storia, spinge in modo compulsivo a occuparsi della forma e del benessere del corpo: quest’idolo moderno deve essere sano, performante, ben vestito e rispettare certi canoni estetici.
Ma il corpo e la sua salute quanto dureranno? Una manciata d’anni, nel migliore dei casi.
Perché la struttura fisica dell’uomo, così come tutti gli aggregati di materia, è transeunte e destinata a disgregarsi e ritornare agli elementi costitutivi. “Polvere sei e polvere tornerai”.
Secondo la filosofia dello yoga solo l’anima (atman) resta per sempre: immortale, sapiente, beata e in forma perfetta (sat-cit-ananda vigraha).
Ecco che investire nella bellezza dell’anima è come fare un investimento sicuro, garantito, con una rendita certa, illimitata. Investire nel corpo, al contrario, è come giocare alla lotteria, scommettere alle corse, con la sola differenza che la possibilità di vittoria è zero.

Come far fiorire allora la bellezza interiore?
Attraverso lo yoga, che è amore e conoscenza. Conoscenza di sé e del Sé, e capacità di trasformare in modo graduale ma inesorabile le pulsioni di terra in aspirazioni di cielo. Serve costanza nello studio - studio di sé (svadhyaya) tramite le scritture sapienziali - per acquisire consapevolezza del proprio posto nel mondo e del proprio divenire; e serve costanza nella pratica (sadhana) per ottenere padronanza dei propri pensieri e delle proprie emozioni.
Anche Socrate era uno yogi. Alcibiade racconta che durante la spedizione di Pontidea, a cui entrambi parteciparono, i soldati meravigliati videro quel saggio e forte in battaglia stare in piedi immobile per tutto un giorno e per tutta una notte. Meditava intensamente. “E così fece, fino alle prime luci del mattino. Solo allora se ne andò, dopo aver elevato una preghiera al Sole” (Simposio).
Ogni tradizione iniziatica seria, che sia orientale od occidentale, propone sempre una disciplina, quale mezzo per raggiungere la bellezza della perfezione. Quando lo yoga diventa moda e si appiattisce sui modelli consumistici della contemporaneità - fondati sull’“usa e getta”, sul “tutto e subito e possibilmente senza fatica”, sul denaro con cui si pensa di poter comprare ogni cosa – perde la sua autenticità originaria, la sua essenza e la sua forza trasformativa.

Non c’è conquista senza sforzo.
Ma c’è conquista e conquista. Quella della bellezza interiore è uno sforzo che vale la pena, perché è per la conquista della vita.
Chi ha avuto la fortuna di assistere alla morte di una persona che ha conseguito la bellezza interiore ha potuto vivere un’esperienza straordinaria, indelebile.
La morte di Socrate ne è un esempio vivido. Lui, brutto esteriormente e bello interiormente, emblema della vittoria dello spirito sulla materia, testimone del potere della coscienza, cantore dell’immortalità dell’anima, lascia il corpo in modo estetico ed etico insieme, proprio come ha vissuto.
Ma ora è tempo di andare, io a morire, voi a vivere: chi di noi vada verso un destino migliore, è ignoto a tutti, fuorché al Dio” (Fedone).

ARTICOLO PUBBLICATO SULLA RIVISTA VIVERE LO YOGA n° 81,  GIUGNO 2018