Sentimenti e Ri-sentimenti

Ri-sentimento letteralmente significa “sentire un’altra volta”. In tali casi il soggetto rimane intrappolato in bolle psichiche generatesi nel passato che hanno motivo di esistere solo in esso e non appartengono quindi al presente, se non per gli effetti registrati nella memoria. Il risentimento è dunque un tornare col sentire ad eventi passati. Ed è un errore da evitare accuratamente.
La soluzione del problema passa attraverso lo sviluppo di un sano distacco emotivo che consenta uno spostamento della coscienza dai fatti accaduti ai loro frutti o esiti che influenzano il presente. Solo così si può trarre vantaggio da tutte le esperienze, remote o recenti che siano.
La soluzione ai problemi va ricercata sempre nel presente, poiché relativamente al passato, qualsiasi cosa accaduta non esiste se non nei suoi effetti sul presente appunto e, relativamente al futuro, ancora non si è manifestato per cui ci si occuperà di esso quando diverrà presente.
Le persone di solito vivono prigioniere del passato e contemporaneamente preoccupate per il futuro. L’ego si preoccupa sempre di mantenere vivo il passato perché in esso trova la propria – erronea – identità e si proietta costantemente nel futuro per cercarvi qualche fonte di sollievo, e così pensa di poter garantire la propria sopravvivenza. Quando questo tipo di persone, che sono la quasi totalità della popolazione, guardano al presente, lo osservano con gli occhi del passato o lo riducono ad un mezzo volto a conquistare un obiettivo futuro.
Nonostante le apparenze, pochissime persone vivono nel presente, consapevoli che l’unica realtà è il presente, il qui ed ora. Rimanere prigionieri del passato o proiettarsi nel futuro sono due forme di evasione.
Chi agisce bene nel presente non deve preoccuparsi del futuro, in quanto è ininterrottamente operante una formidabile forza psicologica, la coazione a ripetere. E ciò vale sia per coloro che compiono il bene, sia per chi si dedica al male. Il presente è il tempo dell'essere. E' l'unico tempo reale.
 
Marco Ferrini