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Benessere spirituale e pace interiore: cessare la conflittualità

Ritengo che l’azione prioritaria per recuperare una società ormai al crepuscolo sia far cessare la conflittualità in corso a tutti i livelli: non soltanto la guerra nucleare che sta pericolosamente prospettandosi, bensì prima di tutto la conflittualità nelle persone.

Non possiamo separare la conflittualità individuale da quella collettiva, perché è la prima a rendere possibile ai moderni asura di organizzare guerre sul piano collettivo; senza una dissociazione sul piano individuale non possiamo lamentarci delle catastrofi che si perpetrano a livello collettivo. Il primo passo da compiere è non prendere parte alla conflittualità e scegliere sin da subito la pace, la neutralità.

Qualsiasi processo di trasformazione collettiva che desideriamo vedere all’esterno necessita di partire prima di tutto da noi stessi, dalla nostra pace interiore; quindi prima di voler curare la società è urgente risolvere i propri problemi personali, la cui risoluzione produce automaticamente effetti benefici fuori di noi.
É un errore di impostazione volersi occupare dei problemi di altri senza curarsi prima dei propri.
Il viaggio verso il benessere spirituale comincia da noi stessi, con un autentico disarmo interiore.

Ciò che auspico trionfi nel mondo è la pace, e ancor prima ahimsa ovvero il non nuocere, non provocare violenza a sé stessi e agli altri.

Alcool, tabacco, droga, parole scurrili, aggressive e menzognere rappresentano le prime forme di violenza che procuriamo a noi stessi. Ciò che intendo sottolineare è che da un lato “io” e “noi” sono due concetti inscindibili e dall’altro che è necessario riconoscere e sviluppare una propria individualità, una propria autonoma capacità di pensiero,di discernimento che vada oltre al pensiero unico dominante e che si opponga al pervasivo tentativo di far cessare ed atrofizzare qualsiasi forma di pensiero libero.

Dobbiamo reagire costruttivamente, con un percorso di crescita interiore e spirituale, al processo di decadenza etica e morale in atto che porta dalla perdita di identità allo smarrimento, dalla debolezza, alla paura.

Oggi una delle spese maggiori è per gli armamenti: questo è un chiaro segnale di una società che è al termine del suo declino e che non è escluso sia anche pronta all’estinzione, un’umanità in preda ad una ‘pulsione di morte inconscia’, fenomeno già studiato da Freud e da altri scienziati della psiche.

Ecco perché dobbiamo lavorare per la neutralità, la pace, il disarmo subito.

Non semplicemente la pace, bensì ancor prima la non violenza, ahimsa, che è un principio attivo, non una formula astratta. 
Occorre che prima di tutto cessino le violenze perché con la conflittualità in corso anche la pace può diventare violenta e, a ben guardare, anche la pace dei vincitori tale non è.
Bisogna abbandonare la fissazione di essere vincitori, di voler vincere perché tale ossessione è un estremismo come quello di perdere.

“Sapendo che Io sono il beneficiario supremo di tutti i sacrifici e di tutte le austerità, il sovrano supremo di tutti i pianeti e di tutti i deva, l’amico e il benefattore di tutti gli esseri, la persona pienamente cosciente di Me sfugge alle sofferenze materiali e trova la pace”
(BG 5.29)

Il primo passo verso il benessere è dunque scegliere la pace dentro di noi. È un cammino che comincia ora, in ogni nostra parola, in ogni nostra scelta quotidiana.

Queste tematiche verranno approfondite anche durante il prossimo seminario “Le 26 qualità trasformano la vita”, che si terrà dal 31 ottobre al 2 novembre 2025 presso il Campus CSB e online su Zoom. Sarà un’occasione per esplorare come i principi di ahimsa, disarmo interiore e pace spirituale possano diventare strumenti concreti per trasformare la nostra vita e le nostre relazioni.

Marco Ferrini © , tutti i diritti sono riservati. Informativa sulla Privacy
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