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Sulle relazioni

La vita umana è breve e di relazioni profonde se ne riescono a costruire veramente poche. Esse infatti richiedono tempo, investimento di attenzione e di sentimenti autentici. 
Le relazioni superficiali sono molto più facili da costruirsi ma poi restano scatole vuote per tutta la vita. In esse predominano le attrazioni sensoriali e i motivi dello stare assieme sono futili ed egoistici. Le persone si accostano, si mischiano e si separano in tempi brevi, perché non hanno in comune interessi profondi o ideali da perseguire. Queste relazioni sono come costruzioni senza fondamenta. 

Solo chi ha ideali spirituali è capace di costruire relazioni profonde.

Come non si abbatte un albero che ha impiegato centinaia di anni a crescere se non dopo attenta e ponderata valutazione, così ancora più attenzione e cautela occorrono per evitare di sciupare o rovinare le relazioni profonde che nella vita siamo riusciti a costruire. Questo vale per la relazione tra coniugi, tra genitori e figli, tra guru e discepolo, tra amici, e altre persone in qualche modo care.

A Napoli si dice "nessuno nasce imparato".
Da giovani non si ha un granché di esperienza e si commettono tanti errori, ma non possiamo permetterci di continuare a commettere gli stessi in età adulta. Se la saggezza cresce con l'età, ovvero se la persona non solo invecchia con il passare degli anni ma diventa anche più matura, saggia e lungimirante, allora capirà l'importanza di curare al meglio quelle relazioni che più la arricchiscono, che portano un reale contributo evolutivo alla sua vita, che le fanno vedere quello che altrimenti nemmeno supporrebbe, e queste sono in prima istanza le relazioni in cui si condividono valori spirituali. Per niente al mondo le dovremmo rovinarle.

La morte di una relazione spirituale ci compromette la possibilità di rivivere con con altre persone quello stesso sentimento (rasa), non saremo più in grado di viverle e sperimentarle; le potremmo gradualmente ricostruire solo a costo di grandi fatiche purificando le nostre tendenze malate caratterizzate da egoismo, sopraffazione e tornaconti utilitaristici.

Purificandosi la persona potrà lentamente ripartire, ovvero ricostruirsi e ricostruire all'insegna di un percorso evolutivo, con fatica superare tutti gli ostacoli che inevitabilmente ci saranno a causa degli errori commessi nel passato. Ecco perché si dice che ognuno di noi è l'esito delle proprie scelte, per cui alcuni trovano la via spirituale aspra e difficile, mentre altri la trovano stimolante e gioiosa.

Come spiega Krishna in Bhagavad-gita VI.40-45, nell'esistenza attuale ognuno sperimenta il frutto di quel che ha costruito nelle vite precedenti.
Lo yogi che non è riuscito a portare a termine con successo il suo percorso evolutivo, rinasce in una condizione favorevole che gli permette di proseguire da dove era giunto.
Questa evoluzione in realtà è l'unico scopo dell'esistenza, che ci permette di realizzare felicità e amore vero.

Come dice Ulisse ai suoi compagni di viaggio:

“Considerate vostra semenza,
fatti non foste a viver come bruti
ma a seguir virtute e canoscenza”

           Divina Commedia, Inf. canto XXVI

Marco Ferrini (Matsya Avatar das)

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