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L’umiltà: una postura etica necessaria

Talvolta ci poniamo obiettivi che risultano difficili da perseguire, non perché lo siano in sé, ma per l’attitudine ansiosa e frettolosa con cui vogliamo realizzarli. In alcuni casi, questa tensione può trasformarsi in una vera e propria ansia da prestazione: uno stato in cui ci creiamo troppe aspettative e, allo stesso tempo, trascuriamo la preparazione che dovrebbe invece maturare gradualmente.

Ciò che conta non è avere un modello da invidiare, magari con la pretesa di volerlo imitare, bensì qualcuno da cui lasciarsi ispirare, scoprendo così il gusto di formarsi con spirito gioioso. Con questa attitudine possiamo sciogliere l’ansia da prestazione, ridurre le aspettative e rilassarci mentre apprendiamo e ci formiamo, sino a sviluppare le competenze necessarie al nostro scopo.

Imparare senza bisogno di dimostrare

Evitiamo di ricercare a tutti i costi l’approvazione degli altri. Rafforziamo piuttosto la fiducia in noi stessi osservando e imparando da chi ha già sviluppato quelle doti e quei talenti che vorremmo acquisire.

Riconoscere con onestà le nostre lacune non significa sminuire le nostre capacità; al contrario, favorisce una buona predisposizione a prepararci in maniera integrata e a progredire con soddisfazione, realizzando piccoli successi iniziali che, nel tempo, si accumulano, si stratificano e rafforzano la fiducia in noi stessi.

Non pretendiamo di essere come Leonardo, capace di esprimere il proprio genio in molteplici arti e discipline.

L’umiltà, infatti, non è semplicemente una dote che si possiede o non si possiede: è una postura etica che possiamo coltivare, esercitare e progressivamente fare nostra.

Sviluppiamo dunque modestia e disponibilità ad apprendere, e muoviamoci in punta di piedi, cercando di imparare il più possibile lungo il percorso della nostra esistenza.

La vita è una scuola

La vita stessa è una scuola, un viaggio di apprendimento che richiede impegno. Ma, se ci impegniamo con gioia, possiamo renderlo affascinante e arrivare a ridefinire la nostra stessa personalità.

Anche Leonardo non sarebbe diventato ciò che conosciamo se non si fosse formato nella bottega di un maestro come Andrea del Verrocchio; così come Michelangelo, che da giovanissimo fu apprendista di Domenico Ghirlandaio.

Il talento, per quanto grande, non rende superflui l’apprendimento, l’esercizio e l’umiltà di lasciarsi formare.

Evolvere attraverso ciò che la vita ci insegna

Il fine della vita è evolvere, attraverso un’evoluzione costante e spirituale, diventando capaci di gestire le nostre emozioni, di pensare in maniera costruttiva, di vedere oltre gli ostacoli temporanei e di concentrarci sulla soluzione anziché sul problema.

Tutto ciò che accade può diventare occasione del nostro bene, se sappiamo coglierlo come un’opportunità per migliorare e avanzare.

Marco Ferrini
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